Calze compressive su misura e articoli ortopedici

Calze compressive per ogni esigenza di comoditÓ

Le calze elastiche si dividono in due categorie: preventive e terapeutiche. La principale differenza tra di esse sta nel loro grado di compressione e nelle differenti patologie che si prefiggono di prevenire o curare. La compressione di una qualsiasi calza viene misurata in millimetri di mercurio (mmHg) e spesso, erroneamente, in denari. Infatti questa unità di misura indica la quantità di filato presente nella calza, la sua consistenza. Un denaro corrisponde al peso, espresso in grammi, di 9000 metri di filato. Più elastico è presente e maggiore sarà la compressione ma molto spesso la relazione tra mmHg e denari non è corretta. Nel nostro paese, a differenza di altri in Europa, non esiste uno standard per la misurazione della compressione e così, a parità di mmHg alla caviglia possono corrispondere diverse quantità di denari. Il limite che divide le due categorie è pari a 20 mmHg. Sotto i venti abbiamo le calze riposanti o preventive, sopra le calze terapeutiche.

I medici prescrivono le calze elastiche per varie patologie. I soggetti più a rischio sono quelle persone con problemi vascolari di tipo ereditario, le donne che utilizzano la pillola anticoncezionale, le donne durante la gravidanza oppure quelli che devono affrontare un lungo viaggio in macchina o in aereo e quindi bloccati per molto tempo nella medesima posizione. Anche i pazienti costretti ad un lungo allettamento dovuto ad un intervento chirurgico dovrebbero indossare calze elastiche. Per le persone con basso rischio potrebbe bastare anche solo la cura elastocompressiva mentre per quello con rischio medio-alto oltre alle calze dovrebbero affiancare anche una terapia anticoagulante come per esempio l’ eparina.

Le calze preventive possono essere divise in due categorie: a maglia liscia o a doppia rete. Le prime sono esteticamente migliori e più alla moda mentre le seconde hanno una compressione più forte rispetto alle prime. Queste calze sono vendute in moltissimi colori e tonalità nella versione a gambaletto, autoreggenti o collant. In generale le calze preventive hanno una compressione di almeno 6 mmHg e partono dai 40 denari per una contenzione leggera, arrivano a 70 denari con una compressione media e quindi a 140 denari per una contenzione forte. Le calze a 40 denari vanno utilizzate quando il soggetto avverte semplicemente un senso di pesantezza agli arti inferiori o ha un leggero gonfiore. Le 70 denari quando cominciano a spuntare i primi capillari o il gonfiore alle gambe diventa più importante. Le calze da 140 denari si usano quando si hanno varici di lievissima entità e per i casi più gravi occorre utilizzare le calze terapeutiche.

La funzione delle calze terapeutiche è quella, tramite un’ azione meccanica, di prevenire il peggioramento di una patologia di cui la persona soffre come per esempio la trombosi venosa profonda, i linfedemi, ecc..

Le calze terapeutiche possono essere anche loro a gambaletto, autoreggenti, collant o monocollant nel caso in cui l’ arto da trattare sia uno solo. Alla caviglia la compressione di una calza terapeutica deve essere di almeno 18 mmHg. La compressione degrada man mano che si sale: 100% alla caviglia, 70% al polpaccio e poi 40% alla coscia. La compressione è maggiore a livello della caviglia in quanto stringendo si aiuta il sangue a circolare meglio verso l’ alto. E’ il medico a dover stabilire il grado di compressione da adottare. La calze di prima e seconda classe sono usate in caso di varici gravi, di complicanze cutanee, trombosi venosa superficiale o profonda, eczemi oppure negli esiti delle ulcere varicose sia guarite che non. In caso di linfedemi gravi o molto gravi occorrono calze di terza o quarta compressione.

Come indossarle: le calze elastiche sono una terapia poco accettata a causa delle difficoltà nell’ indossarle. In effetti le persione anziane, avendo poca forza nelle mani o avendo difficoltà a piegare la schiena, non sempre riescono a calzarle facilmente. Per prima cosa occorre indossare la calza la mattina presto quando gli arti sono ancora sgonfi. Aiutarsi con del borotalco per fare in modo che la calza scivoli meglio.

Insieme alle calze terapeutiche a punta aperta le case produttrici vendono un infilacalze, un sottile guanto in seta da posizionare sul piede per aiutare la calza a distendersi meglio sul piede. In commercio inoltre esistono dei particolari infilacalze: la calza viene arrotolata su un loro supporto e quindi attraverso i loro manici viene distesa sulla gamba fino ad un livello dove p possibile afferrarla con le mani.

Come mantenere efficiente la calza: la durata media di una calza è di circa 6-8 mesi. L’ uso quotidiano e i continui lavaggi ne fanno perdere la compressione corretta. Per far durare al massimo la vostra calza potreste seguire questi semplici consigli:

  • Lavare la calza a mano ad una temperatura non superiore ai 40° con un sapone neutro e non utilizzare detergenti aggressivi. Durante il lavaggio non strizzare le calze per non dannaggiare le fibre elastiche.
  • Far asciugare la calza orizzontalmente, lontano da fonti di calore come il sole o i caloriferi in inverno.
  • Quando indossate le calze usate dei guanti: sono ottimi quelli in gomma che si usano per lavare i piatti o quelli in lattice. Unghie lunghe ed anelli possono far sfilare il tessuto.

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